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Rete Europea REVES

CARTA DI REVES
(contenete le modifiche approvate dal C.d.A. in data 26/10/2002)

Il Partenariato "Autorità Locali/Economia Sociale" costitutisce l'identità di REVES.
REVES raggruppa Autorità Locali ed attori dell'Economia Sociale che hanno deciso di impegnarsi congiuntamente per uno sviluppo territoriale durevole e qualitativo, per la giustizia sociale e la partecipazione democratica dei cittadini, per la creazione di occupazione e contro l'esclusione sociale

L'ECONOMIA SOCIALE

L'economia sociale rappresenta nell'Unione Europea circa il 10% del totale dei lavoratori (dato forniti dall'UE), suddivisi nei seguenti settori: settore associativo, settore cooperativo, settore mutualistico. Secondo lo studio della John HOPKINS University sul settore "non profit", la gran parte dei posti di lavoro è ripartito tra 4 aree di attività: servizi sociali, salute, formazione e ricerca, cultura e tempo libero.

L'economia sociale è organizzata in federazione e reti in tutti i settori economici e sociali. Il suo radicamento è profondo a livello locale, soprattutto grazie ad un tessuto di innumerevoli agenzie di sviluppo locale. D'altra parte, numerosi progetti provenienti dall'economia sociale riguardano la creazione di nuova occupazione e di inserimento economico delle persone in situazione di svantaggio sociale. L'economia sociale difende una economia che, attraverso le proprie attività, contribuisca al rafforzamento dei legami sociali; una economia "cittadina", nel senso che si appoggia su una volontà di giustizia sociale attraverso l'azione di imprenditori e reti di promotori che non hanno il ritorno sull'investimento come unica motivazione.
L'occupazione nell'economia sociale cresce più rapidamente che negli altri settori dell'economia, in particolare nei nuovi giacimenti occupazionali definiti dalla Commissione.

Le organizzazioni dell'economia sociale si definiscono come organizzazioni e imprese indipendenti del potere Statale, produttrici di beni e servizi commerciali o non commerciali aventi un obiettivo sociale, che praticano la partecipazione democratica dei loro membri - siano essi beneficiari o lavoratori - che perseguono obiettivi di solidarietà e di interesse generale e che non distribuiscono il loro profitto ai propri azionisti/soci.

LE CITTÀ E LE AUTORITÀ LOCALI

Le città e le autorità locali sono attori essenziali nella lotta contro la povertà, l'esclusione sociale e nella creazione di occupazione grazie alla loro capacità di far partecipare attivamente i differenti attori economici e sociali sul territorio. In quanto mandatari politici locali, i rappresentanti delle città e delle autorità locali si confrontano ogni giorno con i bisogni dei cittadini che li hanno eletti. In questa loro posizione, possono contribuire alla coesione sociale ed alla creazione di occupazione attraverso il sostegno, nel quadro di un nuovo "welfare municipale" pluralistico, agli attori dell'economia sociale, i quali, attraverso la creazione di nuovi servizi, rispondono alle domande non soddisfatte né dal settore privato né dallo Stato.

FINALITÀ E OGGETTO

Nel quadro della sua nuova politica dell'impiego in Europa, la Commissione ha riconosciuto, per la prima volta, l'importanza dell'economia sociale in quanto laboratorio per la creazione di nuova occupazione attraverso forme innovative di gestione e di partecipazione imprenditoriale (ad esempio le cooperative sociali), nuovi percorsi di relazione democratica tra istituzioni e società civile (ad esempio attraverso i partenariati locali per lo sviluppo), partecipazione dei membri e dei beneficiari alla creazione di impresa e di ricchezza. E' necessario sottolineare che l'economia sociale si indirizza in via prioritaria alle persone in situazione di svantaggio sociale, cercando di definire dei partenariati con l'insieme degli attori economici e sociali, e principalmente con il mondo della ricerca universitari, al fine di lottare contro l'esclusione attraverso le attività economiche.

CONSEGUENTEMENTE

In considerazione della capacità delle città e delle regioni di far partecipare attivamente sul loro territorio i differenti attori economici e sociali ed i cittadini per meglio lottare contro la povertà e contro l'esclusione sociale, ma anche per meglio contribuire alla creazione di occupazione ed allo sviluppo sostenibile;
Considerando la somma importante di competenze, di know-how e di esperienze dell'economia sociale in materia di sviluppo di imprese senza scopo di lucro e d'interesse generale, in favore e con la partecipazione delle persone in situazione di svantaggio sociale, in materia di rafforzamento della capacità di auto-organizzazione dei cittadini e delle comunità attraverso la partecipazione ed il controllo da parte dei loro membri, in materia di stimolazione di una nuova cultura di impresa sociale;
considerando la volontà comune di sviluppare la giustizia sociale, il diritto al lavoro e la partecipazione democratica e cittadina allo sviluppo economico, sociale e qualitativo del territorio;
considerando la sfida dell'occupazione a livello europeo, ed in particolare le linee direttrici per le politiche del lavoro degli Stati Membri dell'Unione Europea, le quali prevedono un miglior uso "delle possibilità offerte dalla creazione di lavoro su scala locale nell'economia sociale e nelle nuove attività legate ai bisogni non ancora soddisfatti dal mercato" e incoraggiano un approccio di partenariato.

I RAPPRESENTANTI DELLE CITTA' E DELLE ORGANIZZAZIONI DELL'ECONOMIA SOCIALE, MEMBRI DI REVES, S'IMPEGNANO A:

stabilire dei partenariati stabili, delle collaborazioni di lungo periodo ed una concertazione e programmazione comune delle politiche di sviluppo locale tra le autorità locali e l'economia sociale;
creare e sviluppare una nuova cultura imprenditoriale sociale nel proprio territorio attraverso il partenariato autorità locale/economia sociale;
creare e sviluppare una nuova cultura di responsabilità sociale, di democrazia partecipativa e di approccio dal basso (bottom-up) nella programmazione pubblica locale;
sviluppare una cultura di pari opportunità, lotta contro ogni genere di razzismo ed esclusione ed in favore dello sviluppo ambientalmente sostenibile attraverso l'inserimento di questi criteri nella programmazione e nelle politiche locali e nella realizzazione di specifici interventi.
sviluppare modelli innovativi, migliori pratiche e un codice etico di partenariato autorità locale/economia sociale in un nuovo "welfare locale" pluralistico;
favorire lo sviluppo degli scambi di informazioni e know-how, di mutua assistenza tecnica e di sinergie di partecipazione in progetti concreti;
ricercare partenariati e complementarietà con altre reti di città già esistenti;
collaborare attivamente con la Commissione, Il Parlamento Europeo, il Comitato Economico e Sociale, il Comitato delle Regioni e gli Stati Membri per creare e sviluppare un occupazione di qualità, proponendo la creazione di uno spazio di dialogo permanente tra responsabili europei e nazionali onde riflettere insieme sul modo di adattare i quadri giuridici e fiscali e di prevedere un contesto favorevole al partenariato;
sviluppare, attraverso i propri contatti, la rete nell'Unione Europea, ma anche verso Sud e verso Est.

 

 
 
 
 
 
 
 
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